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Casella Postale 1542 - Firenze 7 |
NOTIZIARIO NR. 48 |
Firenze, Giugno 2006 |
PERIODICO TRIMESTRALE |
Durante lo scorso inverno, abbiamo deciso
un giorno, di andare a visitare Prato. Come
dei turisti classici, non come fiorentine che
vanno a Prato sempre quasi con una certa condiscendenza,
ma proprio per visitare la Città e i suoi
tesori d’ arte. Lo scopo iniziale era di andare a vedere
una Mostra al Museo del Tessuto, quella dei 30
anni di donazioni, ma eravamo così interessate
alla città di Prato, da aver fissato la nostra guida
che ci aveva accompagnato anche nella visita di
Pistoia. |
l’esterno, fatto costruire dal geniale mercante pratese Francesco di Marco Datini al suo rientro da un lungo soggiorno ad Avignone. Francesco Datini puntigliosamente annotava tutto quanto era inerente ai suoi numerosissimi commerci e anche alla sua vita privata, e archiviava anche tutte le lettere dei suoi altrettanto numerosi agenti agli acquisti e alle vendite che risiedevano all ‘estero. I suoi commerci erano tra i più svariati: dalle sete alle armi, dalle spezie ai profumi….. e aveva sedi a Palma de Mallorca, Bruges, Avignone…. Tutto questo meraviglioso e completo archivio che |
Così abbiamo girato per il bel centro storico, racchiuso
fra le antiche mura trecentesche con porte
del XIV e XVI sec. e bastioni cinquecenteschi,
per trovarci nella piazza del Comune, creata alla
fine del ‘200 e delimitata su due lati dal porticato
medievale del Palazzo Comunale. Abbiamo
visitato la cattedrale di S. Stefano, esempio di
architettura romanico-gotico pratese con la tipica
facciata bicromatica alberese- chiaro e marmo
verde, arricchita dal pulpito di Donatello e Michelozzo
(1434-38) che viene utilizzato per la famosa
ostensione della Sacra Cintola della Madonna
l’8 settembre. All‘interno il transetto gotico a
cappelle con affreschi di Paolo Uccello e Filippo
Lippi, la famosa Cappella della Sacra Cintola con
la Madonna di Giovanni Pisano, gli affreschi di
Agnolo Gaddi e la cancellata di Maso di Bartolomeo,
oltre al bellissimo pulpito di Mino da Fiesole
e del Rossellino. |
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Veramente tante bellissime opere d’arte. Poi abbiamo potuto ammirare la Chiesa di S. Agostino e la Chiesa di S. Domenico e quella, ricca di dipinti di maestri rinascimentali, dello Spirito Santo. La Basilica di S. Maria delle Carceri, costruita da Giuliano da Sangallo (1485-1492) per volontà di Lorenzo il Magnifico, arricchita dalle vetrate di Domenico Ghirlandaio e opere di Andrea della Robbia e Bernardo Buontalenti, l‘Oratorio di S. Bartolomeo, per finire davanti al suggestivo Castello dell‘Imperatore (Federico II), unico esempio di architettura sveva nell’Italia centro-settentrionale. Confesso però che l’emozione più magica è forse venuta dalla visita a Palazzo Datini, raro esempio di dimora tardo trecentesca, affrescata anche dal- |
permette di conoscere nei più piccoli particolari
i commerci e la vita di un mercante pratese della
seconda parte del Trecento, è stato trovato intatto,
murato in un sottoscala della sua abitazione. Oggi quindi l’archivio Datini è consultabile da studiosi e appassionati di storia che, per questo scopo, raggiungono la città di Prato e vanno alla dimora Datini di cui Francesco così descriveva il giardino “pieno di melaranzi e rose e viole e altri begli fiori”, per poi aggiungere, guidato dalla sua pratica coscienza mercantile “Costa pue di fiorini 600: ch’è istata una grande folìa: sarebe meglio ad avergli messi in uno podere”! La visita al Museo del Tessuto, interessante più che altro nella parte storica, ha chiuso la nostra giornata pratese. |
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